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Cittadinanza jure sanguinis - atti non rettificati
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Quesito
Una cittadina argentina, residente nel nostro Comune presenta la documentazione invocando il riconoscimento jure sanguinis della cittadinanza italiana da avo nato in provincia di Udine.
Dalla documentazione presentata, esistono una serie di difformità nei cognomi dei dante causa, nell´indicazione dei coniugi, o ancora l´età di alcuni discendenti.
A corredo di tutta la documentazione la richiedente presenta una dichiarazione resa presso il Tribunale di Pace, ovvero l´ordine giudiziario argentino, dove una cittadina argentina, sotto giuramento, dichiara che le variazioni ovvero le incongruità presenti negli atti si riferiscono alle persone coinvolte nella discendenza e ne indica i dati corretti, portando a dimostrazione delle dichiarazioni rese, testimoni che davanti al giudice dichiarano anche loro le esatte generalità di tutti gli ascendenti.
La nostra verifica degli atti presentati, ha evidenziato che negli atti stessi NON vi sono annotazioni di correzione emanate dall´autorità giudiziaria competente che ha ricevuto le dichiarazioni giurate di cui sopra (cioè gli atti riportando i dati sbagliati e non c´è alcuna annotazione di rettifica)
Si chiede pertanto se è corretto procedere con prerigetto disposto nei confronti dell´istante in quanto la dichiarazione giurata di cui sopra doveva essere recepita da analoghe annotazioni di rettifica poste in calce di ogni atto.
Oppure è necessario tenere valida la dichiarazione resa davanti all´organo giudiziario che in forma cumulativa, provvede a rettificare una serie di atti?
Dalla documentazione presentata, esistono una serie di difformità nei cognomi dei dante causa, nell´indicazione dei coniugi, o ancora l´età di alcuni discendenti.
A corredo di tutta la documentazione la richiedente presenta una dichiarazione resa presso il Tribunale di Pace, ovvero l´ordine giudiziario argentino, dove una cittadina argentina, sotto giuramento, dichiara che le variazioni ovvero le incongruità presenti negli atti si riferiscono alle persone coinvolte nella discendenza e ne indica i dati corretti, portando a dimostrazione delle dichiarazioni rese, testimoni che davanti al giudice dichiarano anche loro le esatte generalità di tutti gli ascendenti.
La nostra verifica degli atti presentati, ha evidenziato che negli atti stessi NON vi sono annotazioni di correzione emanate dall´autorità giudiziaria competente che ha ricevuto le dichiarazioni giurate di cui sopra (cioè gli atti riportando i dati sbagliati e non c´è alcuna annotazione di rettifica)
Si chiede pertanto se è corretto procedere con prerigetto disposto nei confronti dell´istante in quanto la dichiarazione giurata di cui sopra doveva essere recepita da analoghe annotazioni di rettifica poste in calce di ogni atto.
Oppure è necessario tenere valida la dichiarazione resa davanti all´organo giudiziario che in forma cumulativa, provvede a rettificare una serie di atti?
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