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Bando per progressioni verticali e titolo di studio
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Quesito
Il nostro Ente ha avviato le procedure per la progressione tra le diverse aree.
Appena pubblicato il bando per progredire in ex cat. D una dipendente (attualmente istruttore amministrativo) ha esposto formalmente le proprie doglianze poiché la laurea (lingue straniere) in proprio possesso non rientra tra le lauree richieste dal bando per la partecipazione al profilo di Istruttore direttivo Amministrativo appartenente all´area dei Funzionari e dell´Elevata Qualificazione (richieste lauree in Giurisprudenza, Economia e Commercio ed equipollenti).
Si specifica che nel Regolamento per le progressioni verticali dell´Ente nell´articolo recante "Requisiti per la partecipazione alle selezioni interne" si prescrive che:
"I titoli di studio e professionali per l´accesso dall´esterno sono i seguenti:
......
Categoria D: diploma di Laurea (anche triennale) ed eventuale abilitazione professionale se richiesta- si accede dalla cat. C".
Nei bandi riferiti ai diversi profili professionali (Amministrativo-contabile-tecnico- vigilanza) si è invece cercato di attenersi ai titoli di studio richiesti per l´accesso dall´esterno (ad es. Ingegneria civile, ing. per l´Ambiente ed il Territorio etc. per il profilo di Istruttore Direttivo Tecnico e via dicendo).
Si chiede pertanto se in assenza di prescrizioni esplicite all´interno del Regolamento per le progressioni verticali dell´Ente circa lauree specifiche da ancorare ai diversi profili professionali, si possa genericamente prevedere nei bandi per le progressioni il possesso di una laurea triennale o magistrale qualunque essa sia o se invece il bando di progressione possa, in applicazione di una interpretazione più letterale della norma di legge, richiedere il titolo di studio nel senso di laurea specifica in una determinata materia così come previsto per l´accesso dall´esterno per il profilo specifico messo a bando.
Si resta in attesa di parere anche alla luce delle possibili preclusioni e discriminazioni che potrebbero derivare dal confronto con le programmate progressioni in deroga.
Appena pubblicato il bando per progredire in ex cat. D una dipendente (attualmente istruttore amministrativo) ha esposto formalmente le proprie doglianze poiché la laurea (lingue straniere) in proprio possesso non rientra tra le lauree richieste dal bando per la partecipazione al profilo di Istruttore direttivo Amministrativo appartenente all´area dei Funzionari e dell´Elevata Qualificazione (richieste lauree in Giurisprudenza, Economia e Commercio ed equipollenti).
Si specifica che nel Regolamento per le progressioni verticali dell´Ente nell´articolo recante "Requisiti per la partecipazione alle selezioni interne" si prescrive che:
"I titoli di studio e professionali per l´accesso dall´esterno sono i seguenti:
......
Categoria D: diploma di Laurea (anche triennale) ed eventuale abilitazione professionale se richiesta- si accede dalla cat. C".
Nei bandi riferiti ai diversi profili professionali (Amministrativo-contabile-tecnico- vigilanza) si è invece cercato di attenersi ai titoli di studio richiesti per l´accesso dall´esterno (ad es. Ingegneria civile, ing. per l´Ambiente ed il Territorio etc. per il profilo di Istruttore Direttivo Tecnico e via dicendo).
Si chiede pertanto se in assenza di prescrizioni esplicite all´interno del Regolamento per le progressioni verticali dell´Ente circa lauree specifiche da ancorare ai diversi profili professionali, si possa genericamente prevedere nei bandi per le progressioni il possesso di una laurea triennale o magistrale qualunque essa sia o se invece il bando di progressione possa, in applicazione di una interpretazione più letterale della norma di legge, richiedere il titolo di studio nel senso di laurea specifica in una determinata materia così come previsto per l´accesso dall´esterno per il profilo specifico messo a bando.
Si resta in attesa di parere anche alla luce delle possibili preclusioni e discriminazioni che potrebbero derivare dal confronto con le programmate progressioni in deroga.
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