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Affidamento bocciofila
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Quesito
Questo Ente possiede una struttura adibita a bocciofila da inizio anni 2000.
Nel 2018 l´Ente ha partecipato ad un bando regionale per l´efficientamento energetico di tale immobile ed è stato ammesso a contributo.
Il progetto realizzato ha previsto l´installazione di pannelli fotovoltaici sulla struttura e di scambio sul posto di energia elettrica.
Il bando prevedeva altresì l´impegno dell´Amministrazione a ridurre i consumi energetici per 5 anni.
Ora i lavori sono ultimanti e l´Amministrazione vorrebbe cedere in concessione e uso a terzi la struttura.
Si solleva quindi il problema delle utenze, in quanto l´Amministrazione non può intestare le utenze all´associazione aggiudicataria della struttura in quanto si è impegnata con la Regione a mantenere a proprio nome le utenze, ciò implica che il Comune anticipi il pagamento e richieda in un secondo momento il rimborso, con il rischio che l´associazione non versi il dovuto.
Inoltre, trattandosi di attività commerciale, il pagamento delle utenze da parte del Comune genera un credito iva, che deve compensarsi con iva a debito generata dall´emissione di una fattura di vendita da parte del Comune all´associazione; sorge qualche dubbio sulla legittimità di tale fattura di vendita.
Il comune dovrebbe altresì quantificare la percentuale spettante all´associazione sugli incassi energetici derivanti da scambio sul posto di energia elettrica.
L´alternativa sarebbe quella di determinare un canone di concessione comprensivo dei costi dei consumi di energia elettrica e gas quantificati a monte con possibilità di rivalutazione del canone in base all´andamento dei consumi; sorge qualche dubbio sul fatto che il canone di concessione possa comprendere costi di utenze.
Nel 2018 l´Ente ha partecipato ad un bando regionale per l´efficientamento energetico di tale immobile ed è stato ammesso a contributo.
Il progetto realizzato ha previsto l´installazione di pannelli fotovoltaici sulla struttura e di scambio sul posto di energia elettrica.
Il bando prevedeva altresì l´impegno dell´Amministrazione a ridurre i consumi energetici per 5 anni.
Ora i lavori sono ultimanti e l´Amministrazione vorrebbe cedere in concessione e uso a terzi la struttura.
Si solleva quindi il problema delle utenze, in quanto l´Amministrazione non può intestare le utenze all´associazione aggiudicataria della struttura in quanto si è impegnata con la Regione a mantenere a proprio nome le utenze, ciò implica che il Comune anticipi il pagamento e richieda in un secondo momento il rimborso, con il rischio che l´associazione non versi il dovuto.
Inoltre, trattandosi di attività commerciale, il pagamento delle utenze da parte del Comune genera un credito iva, che deve compensarsi con iva a debito generata dall´emissione di una fattura di vendita da parte del Comune all´associazione; sorge qualche dubbio sulla legittimità di tale fattura di vendita.
Il comune dovrebbe altresì quantificare la percentuale spettante all´associazione sugli incassi energetici derivanti da scambio sul posto di energia elettrica.
L´alternativa sarebbe quella di determinare un canone di concessione comprensivo dei costi dei consumi di energia elettrica e gas quantificati a monte con possibilità di rivalutazione del canone in base all´andamento dei consumi; sorge qualche dubbio sul fatto che il canone di concessione possa comprendere costi di utenze.
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