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Atto non in catasto e IMU
- Tributi
- IMU e Imposta comunale sugli immobili
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Quesito
Un contribuente nel 2014 ha venduto un immobile riservandosi la nuda proprietà fino a che l'acquirente non avesse pagato e nell'atto si trova tutto scritto.
Nel 2018 viene fatto un altro atto in cui la proprietà torna al contribuente, con efficacia retroattiva e questo viene proprio specificato.
Nel 2020 il contribuente vende a un altro acquirente, stavolta senza condizioni, e nell'atto di vendita viene richiamato l'atto del 2018, atto in cui torna proprietario, in cui si ribadisce la retroattività dell'atto 2018.
Il contribuente contesta il fatto che, visto che l'atto 2018 non è trascritto a catasto, non ha validità e che lui non è il soggetto passivo dell'imposta.
Sostiene che esigenze di garanzia per il fisco spingono ad affermare che la pretesa tributaria debba trovare fondamento in atti caratterizzati da certezza e stabilità, caratteristiche queste ultime, assicurate soltanto da quanto emerge dalle risultanze dei pubblici registri.
Faccio presente che dalla data dell'atto 2018 ha ricominciato a versare l'IMU.
Dunque, se seguo il suo ragionamento, allora non doveva pagare per il 2018 e seguenti, visto che l'atto non è trascritto.
È corretto che, in mancanza della trascrizione dell'atto, nonostante questo atto sia citato da tutto le parti, non sia lui il soggetto passivo dell'imposta?
Nel 2018 viene fatto un altro atto in cui la proprietà torna al contribuente, con efficacia retroattiva e questo viene proprio specificato.
Nel 2020 il contribuente vende a un altro acquirente, stavolta senza condizioni, e nell'atto di vendita viene richiamato l'atto del 2018, atto in cui torna proprietario, in cui si ribadisce la retroattività dell'atto 2018.
Il contribuente contesta il fatto che, visto che l'atto 2018 non è trascritto a catasto, non ha validità e che lui non è il soggetto passivo dell'imposta.
Sostiene che esigenze di garanzia per il fisco spingono ad affermare che la pretesa tributaria debba trovare fondamento in atti caratterizzati da certezza e stabilità, caratteristiche queste ultime, assicurate soltanto da quanto emerge dalle risultanze dei pubblici registri.
Faccio presente che dalla data dell'atto 2018 ha ricominciato a versare l'IMU.
Dunque, se seguo il suo ragionamento, allora non doveva pagare per il 2018 e seguenti, visto che l'atto non è trascritto.
È corretto che, in mancanza della trascrizione dell'atto, nonostante questo atto sia citato da tutto le parti, non sia lui il soggetto passivo dell'imposta?
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