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Regolamento TARI e rifiuti assimilati

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Quesito

Purtroppo, ad oggi, risulta pressoché difficile riuscire ad elaborare un articolo per il nostro Regolamento Rifiuti che sostituisca quello relativo all´assimilazione che ora di fatto non esiste più.

La norma 116/2020 è chiara in merito poiché rispecchia la direttiva europea e stralcia "tout court" la categoria 20 (attività industriali con capannoni) dal prelievo circa la tassa dei rifiuti

Analogamente anche gli agriturismi e i banchi del mercato agricolo, inoltre dà la possibilità, prima non prevista, di rivolgersi al mercato libero per lo smaltimento dei rifiuti per un periodo di 5 anni.

Consideriamo oltretutto la questione piuttosto fastidiosa che gira attorno al riciclo (operazione attraverso la quale i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze per la loro funzione originaria) ed al recupero (operazione il cui risultato è quello di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile sostituendo altri materiali), che, se pur per una sfumatura sono termini considerati differenti: il nuovo TUA prevede l´esonero dell´intera quota variabile per l´avvio al recupero e non più in percentuale (come sempre applicato anche da noi), anche se di fatto, ribadisce il MEF, che il riciclo rappresenta un "di cui" del recupero quindi la riduzione della sola quota variabile deve essere proporzionale alle quantità riciclate.

Ora anche se applicassi letteralmente la norma ne deriverebbero problemi non di facile soluzione a carico dei bilancio o dei contribuenti che rimangono all´interno del circuito pubblico.

Qui si apre un dibattito piuttosto spinoso fatto di interpretazioni diverse provenienti tutte da fonti autorevoli ma che alla fine di fatto non risolvono il problema, ovvero in che modo riformulare il regolamento senza incorrere in possibili beghe legali con le industrie che potrebbero portare anche al blocco dell´intera lista di carico della tassa 2021.

C´è chi ipotizza la sola tassazione degli ambienti non produttivi o strettamente collegati (mense, uffici, spogliatoi ecc) ed invece chi ipotizza la tassazione, però con la sola parte fissa, anche della zona produttiva e dei magazzini connessi.

La regione Emilia Romagna, a mio parere, ha intelligentemente dato direttive chiare tramite una legge regionale dove ha spiegato cosa fare nel caso di specie, ciò che purtroppo la Lombardia non ha fatto.

Oltretutto il decreto "milleproroghe" non ha svincolato il PEF e le tariffe dal termine di approvazione del bilancio e di conseguenza nemmeno l´approvazione della modifica del regolamento che obbligatoriamente partirà dal 01/01/2021.

Quasi certamente il legislatore non differirà di un anno , come richiesto a gran voce, la norma di cui si discute poiché teme sanzioni dall´Unione Europea.

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