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Aumento delle tariffe dell'imposta sulla pubblicità
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- Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni
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Quesito
Il nostro comune, dall´anno 2005, ha mantenuto invariate le tariffe sull´imposta di pubblicità, confermandole di anno in anno.
Le tariffe deliberate sono quelle previste dal D.Lgs. 507/1993 (per la categoria di appartenenza attinente), con l´unica eccezione di quelle relative alle superfici superiori al mq (riferite alla pubblicità ordinaria - art.12 D.Lgs 507/93 -; luminosa - art.7 co 7 D.Lgs 507/93 -; e pubblicità con veicoli - art.13 D.Lgs 507/93) le quali sono state aumentate del 20% in attuazione dell´art. 30 comma 17 della L.488/1999 che così recita: "All'articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n.449, dopo le parole: " 20 per cento a decorrere dal 1° gennaio 1998" sono aggiunte le seguenti: "e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1°gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato".
Nel 2012, ai sensi dell´art. 23 co 7 del D.L. 83/2012, veniva abrogato l´art.11 co 10 della L.449/1997 che stabiliva la facoltà per i comuni di aumentare le tariffe sulla pubblicità e i diritti sulle PP.AA. fino ad un massimo del 20%.
La Risoluzione n.2/DF del Mef del 14/5/2018, ha poi ulteriormente precisato che la disposizione del comma 7 art.23 D.L.83/2012 si interpreta nel senso che l´abrogazione ha effetto dal 2012 solo per i comuni che si erano avvalsi della facoltà di aumento dopo l´entrata in vigore del succitato decreto, diversamente decorre dal 2013.
Il nostro dubbio, alla luce delle istanze di rimborso che ci sono pervenute di recente, non è da quando far decorrere l´abrogazione (2012 o 2013, annualità in ogni caso prescritte), bensì se tale abrogazione sia legittima nel nostro caso, visto che l´aumento da noi, a suo tempo applicato e a oggi rimasto in vigore, è stato attuato nel rispetto dell´art. 30 co 7 della L.488/1999 non oggetto di alcuna abrogazione, e non dell´art. 11 comma 10 della L. 449/1997.
Gli anni interessati sarebbero il 2016-2017-2018, visto che dall´anno 2019 l´art.1 co 919 della L.145/2018 ha di nuovo legittimato tale aumento.
Le tariffe deliberate sono quelle previste dal D.Lgs. 507/1993 (per la categoria di appartenenza attinente), con l´unica eccezione di quelle relative alle superfici superiori al mq (riferite alla pubblicità ordinaria - art.12 D.Lgs 507/93 -; luminosa - art.7 co 7 D.Lgs 507/93 -; e pubblicità con veicoli - art.13 D.Lgs 507/93) le quali sono state aumentate del 20% in attuazione dell´art. 30 comma 17 della L.488/1999 che così recita: "All'articolo 11, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n.449, dopo le parole: " 20 per cento a decorrere dal 1° gennaio 1998" sono aggiunte le seguenti: "e fino ad un massimo del 50 per cento a decorrere dal 1°gennaio 2000 per le superfici superiori al metro quadrato, e le frazioni di esso si arrotondano al mezzo metro quadrato".
Nel 2012, ai sensi dell´art. 23 co 7 del D.L. 83/2012, veniva abrogato l´art.11 co 10 della L.449/1997 che stabiliva la facoltà per i comuni di aumentare le tariffe sulla pubblicità e i diritti sulle PP.AA. fino ad un massimo del 20%.
La Risoluzione n.2/DF del Mef del 14/5/2018, ha poi ulteriormente precisato che la disposizione del comma 7 art.23 D.L.83/2012 si interpreta nel senso che l´abrogazione ha effetto dal 2012 solo per i comuni che si erano avvalsi della facoltà di aumento dopo l´entrata in vigore del succitato decreto, diversamente decorre dal 2013.
Il nostro dubbio, alla luce delle istanze di rimborso che ci sono pervenute di recente, non è da quando far decorrere l´abrogazione (2012 o 2013, annualità in ogni caso prescritte), bensì se tale abrogazione sia legittima nel nostro caso, visto che l´aumento da noi, a suo tempo applicato e a oggi rimasto in vigore, è stato attuato nel rispetto dell´art. 30 co 7 della L.488/1999 non oggetto di alcuna abrogazione, e non dell´art. 11 comma 10 della L. 449/1997.
Gli anni interessati sarebbero il 2016-2017-2018, visto che dall´anno 2019 l´art.1 co 919 della L.145/2018 ha di nuovo legittimato tale aumento.
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