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Dimissioni fuori termine e revoca delle stesse
- Risorse umane
- Personale dipendente: gestione economica
- Periodo di prova
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Quesito
Un dipendente (assunto il 1° luglio c.a. attingendo da graduatoria altrui a tempo indeterminato part time 18 ore), ancora in prova (i sei mesi scadranno il 31.12.2020) e al quale è stata attribuita la titolarità della P.O. aumentando temporaneamente anche le ore su sua richiesta, ha presentato le dimissioni in data 15 settembre chiedendo di farle decorrere dal primo ottobre (cioè dopo la metà del periodo di prova) e delle stesse la Giunta ha preso atto con delibera.
Oggi, dopo 14 giorni, ha presentato la revoca delle dimissioni (che in realtà avrebbe retrodatato al 21 settembre, come se fossero trascorsi solo 6 giorni dicendo di aver rispettato i termini di legge, ma acquisite al protocollo solo in data odierna 28 settembre).
Può l'ente a questo punto rifiutarle e deliberare in giunta il non accoglimento delle stesse per averle presentate superando i termini?
Nella revoca ci comunica anche che le motivazioni del ritiro delle dimissioni sono le stesse comunicate nella revoca (sopraggiunti motivi di famiglia), chiede la riduzione delle ore a 18 (quando l'aumento era stato voluto dallo stesso lamentando l'impossibilità a poter espletare l'ufficio di responsabile servizi demografici con 18 ore) e ha anticipato che dopo il periodo di prova chiederà l'aspettativa non retribuita per un anno per poter esercitare la prof. di avvocato (in realtà potrebbe chiedere aspettativa retribuita per anni 2 per Legge 104 ma non ne ha fatto menzione).
Nel contratto è previsto che trascorsi tre mesi ciascuna delle parti può liberamente recedere (e i tre mesi termineranno il 1° ottobre).
Aveva anche fatto precedentemente altre richieste (autorizzazione a scavalco condiviso con altro Ente: non accolte perchè in contraddizione con la motivazione che aveva portato a deliberare l'aumento delle ore). Poichè l'amministrazione non intende più proseguire il rapporto, può rifiutare la revoca delle dimissione legittimamente, motivando il superamento del periodo massimo per presentare la revoca?
E quest'ultimo da quale norma è previsto?
Oggi, dopo 14 giorni, ha presentato la revoca delle dimissioni (che in realtà avrebbe retrodatato al 21 settembre, come se fossero trascorsi solo 6 giorni dicendo di aver rispettato i termini di legge, ma acquisite al protocollo solo in data odierna 28 settembre).
Può l'ente a questo punto rifiutarle e deliberare in giunta il non accoglimento delle stesse per averle presentate superando i termini?
Nella revoca ci comunica anche che le motivazioni del ritiro delle dimissioni sono le stesse comunicate nella revoca (sopraggiunti motivi di famiglia), chiede la riduzione delle ore a 18 (quando l'aumento era stato voluto dallo stesso lamentando l'impossibilità a poter espletare l'ufficio di responsabile servizi demografici con 18 ore) e ha anticipato che dopo il periodo di prova chiederà l'aspettativa non retribuita per un anno per poter esercitare la prof. di avvocato (in realtà potrebbe chiedere aspettativa retribuita per anni 2 per Legge 104 ma non ne ha fatto menzione).
Nel contratto è previsto che trascorsi tre mesi ciascuna delle parti può liberamente recedere (e i tre mesi termineranno il 1° ottobre).
Aveva anche fatto precedentemente altre richieste (autorizzazione a scavalco condiviso con altro Ente: non accolte perchè in contraddizione con la motivazione che aveva portato a deliberare l'aumento delle ore). Poichè l'amministrazione non intende più proseguire il rapporto, può rifiutare la revoca delle dimissione legittimamente, motivando il superamento del periodo massimo per presentare la revoca?
E quest'ultimo da quale norma è previsto?
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