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Bacheca virtuale comunale

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Quesito

La Giunta di questo comune vorrebbe aiutare le famiglie in difficoltà ad occuparsi dei figli agevolando l'incontro di domanda e offerta di baby sitting.
Nascono diverse valutazioni tecniche in merito.
Il comune dispone di un servizio informagiovani (sotto forma di servizio affidato ad ente formativo esterno ma che viene svolto presso i locali della biblioteca comunale un giorno alla settimana) e si era valutato di raccogliere le manifestazioni di interesse di baby sitter e di famiglie per poi agevolare l'incontro delle parti ma è emerso il dubbio che il "matching" di questo tipo sia competenza esclusiva dei centri per l'impiego e che quindi gli informagiovani non possano farlo.
E' davvero così?
Nel caso lo fosse si è valutato di apporre una semplice bacheca in modo che autonomamente le parti possano incontrarsi utilizzando questo strumento che non prevede il trattamento dei relativi dati da parte del personale dell'ufficio informagiovani. E' davvero una modalità in cui l'Ente può dichiararsi estraneo al trattamento dati dal momento che il tutto avviene nei locali comunali e sotto lo sguardo di operatori di servizi incaricati dal comune?
Nel caso fosse sostenibile questa ipotesi, anche e soprattutto dal punto di vista privacy, il passaggio successivo è stato di pensare ad una bacheca virtuale, nello specifico "padlet", che consente alle persone di affiggere il proprio annuncio a questo punto non solo su attività di babysittting ma su più argomenti in generale come avviene nelle bacheca cartacee.
Per evitare di diffondere annunci illegali/illeciti ecc. lo strumento padlet consente la moderazione (vale a dire la verifica di un amministratore) prima della pubblicazione di un annuncio.
Cosa apparentemente saggia che però ripropone pesantemente il problema del trattamento dati e della creazione di una banca dati che non so se l'ente comunale, con le sue competenze, possa detenere. E' dunque utilizzabile padlet?
Se le problematiche evidenziate non fossero superabili, esistono strumenti leciti che consentano al comune di svolgere questa attività di utilità sociale o in nome delle infinite norme (anche giuste ma forse troppo soffocanti) è bene che le istituzioni si astengano da questo tipo di attività limitandosi a fornire un servizio informativo e rimandando i cittadini, nel caso specifico, a rivolgersi ai centri per l'impiego?

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