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Differenza tra PEF, Bilancio, DUP e lista di carico
- Tributi
- Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani interni
- TA.R.S.U. - Gettito e costo del servizio
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Quesito
Il Consiglio comunale ha approvato il PEF 2019 (2 TARIFFE "domestiche e non domestiche") prevedendo Entrate e Spese per complessivi EUR 296.883,08, nel rispetto della copertura integrale del costo del servizio (Art. 1, comma 654, L. 147/2013).
Durante la seduta consiliare, la minoranza ha fatto presente che i dati contabili relativi alla spesa risultavano gonfiati allegando (delibere Commissario liquidatore CO.RI.SA/4 anni 2017/2018, tassa istituzioni scolastiche da detrarre dalla somma complessiva art. 1, comma 655 L 147/2013, tassa giornaliera, contributo CONAI assente, n. contribuenti inferiore al n. dei cittadini iscritti in APR, ecc.
Il DUP e il Bilancio 2019/2021 approvati prevedono, sia in Entrata che in Spesa, la somma complessiva di EUR 296.883,08, come stabilito nel PEF.
Con determina, il responsabile del Servizio Tributi, ha approvato la relativa lista di carico 2019 con 985 contribuenti disponendone il deposito presso l´Area Tributi del comune per la consultazione e la visione da parte di chiunque ne avesse interesse evitando di allegarla al provvedimento.
La suddetta lista di carico, così come approvata dal Responsabile, è stata consegnata ai consiglieri di minoranza e prevede un totale complessivo di EUR 346.292,00 con una differenza in più rispetto al PEF, al DUP e al Bilancio approvati dal Consiglio di EUR 49.408,92 ed un conseguente aumento ingiustificato della Tassa rifiuti a carico di ogni singolo contribuente, del 14,3%, in dispregio a quanto stabilito dall´articolo 1, comma 654, della L. 27 dicembre 2013, n. 147.
Tale maggiorazione è stata ritenuta dalla minoranza del tutto illogica e ingiustificata, non coerente con i provvedimenti adottati dal Consiglio e in netto contrasto con le disposizioni dettate dal comma 683 della citata L. 147/2013, in base al quale il Consiglio deve approvare le tariffe della TARI in conformità al PEF.
I contribuenti inseriti nella lista di carico hanno già ricevuto - per posta ordinaria - gli avvisi di pagamento e i relativi modelli F24.
Per questo la minoranza ha invitato e diffidato la maggioranza e i funzionari:
a) ad annullare in autotutela il ruolo TARSU 2019 approvato dal Responsabile dell´Ufficio Tributi e conseguentemente ritirare tutti gli avvisi di pagamento consegnati ai cittadini contribuenti;
b) a rimodulare il PEF 2019 secondo le indicazioni fornite dagli stessi in sede di approvazione consiliare;
c) a riapprovare la nuova lista di carico 2019 conforme al PEF;
d) ad effettuare i medesimi controlli e verifiche anche sui ruoli TARSU anni 2017 e 2018 e la loro conformità ai rispettivi PEF approvati dagli organi competenti con contestuale adozione dei necessari provvedimenti tesi al ripristino della correttezza amministrativa e contabile.
Inoltre, ha minacciato, in caso di inerzia, trascorsi 30 gg. dalla data dell´invito/diffida, ricorso all´A.G. competente.
In alcuni passaggi televisivi, la minoranza ha affermato che i comportamenti della maggioranza erano assimilabili ad un "furto con dolo" perché, nonostante gli inviti a rivedere il PEF, non solo non né ha tenuto conto, ma addirittura ha aumentato le entrate con una lista di carico "falsa".
In seguito a tali dichiarazioni i CC hanno ascoltato i consiglieri di minoranza "quali persone informate sui fatti", aperto un fascicolo e acquisito l´intera documentazione.
Nel caso in cui le affermazioni della minoranza fossero vere quali potrebbero essere le conseguenze per l´Ente, atteso che la minoranza ha anche minacciato ricorsi alla CTP per ogni singolo contribuente, e come dovrebbero comportarsi Amministratori e Funzionari per evitare rischi essendo scaduti i 30 giorni dell´invito/diffida?
I contribuenti potrebbero già ricorrere alla CTP in questa fase o è necessario che ricevano un avviso di accertamento da parte dell´Ente?
La CTP potrebbe condannare l´Ente con tutte le conseguenze del caso?
Quali potrebbero essere i risvolti giudiziari?
Durante la seduta consiliare, la minoranza ha fatto presente che i dati contabili relativi alla spesa risultavano gonfiati allegando (delibere Commissario liquidatore CO.RI.SA/4 anni 2017/2018, tassa istituzioni scolastiche da detrarre dalla somma complessiva art. 1, comma 655 L 147/2013, tassa giornaliera, contributo CONAI assente, n. contribuenti inferiore al n. dei cittadini iscritti in APR, ecc.
Il DUP e il Bilancio 2019/2021 approvati prevedono, sia in Entrata che in Spesa, la somma complessiva di EUR 296.883,08, come stabilito nel PEF.
Con determina, il responsabile del Servizio Tributi, ha approvato la relativa lista di carico 2019 con 985 contribuenti disponendone il deposito presso l´Area Tributi del comune per la consultazione e la visione da parte di chiunque ne avesse interesse evitando di allegarla al provvedimento.
La suddetta lista di carico, così come approvata dal Responsabile, è stata consegnata ai consiglieri di minoranza e prevede un totale complessivo di EUR 346.292,00 con una differenza in più rispetto al PEF, al DUP e al Bilancio approvati dal Consiglio di EUR 49.408,92 ed un conseguente aumento ingiustificato della Tassa rifiuti a carico di ogni singolo contribuente, del 14,3%, in dispregio a quanto stabilito dall´articolo 1, comma 654, della L. 27 dicembre 2013, n. 147.
Tale maggiorazione è stata ritenuta dalla minoranza del tutto illogica e ingiustificata, non coerente con i provvedimenti adottati dal Consiglio e in netto contrasto con le disposizioni dettate dal comma 683 della citata L. 147/2013, in base al quale il Consiglio deve approvare le tariffe della TARI in conformità al PEF.
I contribuenti inseriti nella lista di carico hanno già ricevuto - per posta ordinaria - gli avvisi di pagamento e i relativi modelli F24.
Per questo la minoranza ha invitato e diffidato la maggioranza e i funzionari:
a) ad annullare in autotutela il ruolo TARSU 2019 approvato dal Responsabile dell´Ufficio Tributi e conseguentemente ritirare tutti gli avvisi di pagamento consegnati ai cittadini contribuenti;
b) a rimodulare il PEF 2019 secondo le indicazioni fornite dagli stessi in sede di approvazione consiliare;
c) a riapprovare la nuova lista di carico 2019 conforme al PEF;
d) ad effettuare i medesimi controlli e verifiche anche sui ruoli TARSU anni 2017 e 2018 e la loro conformità ai rispettivi PEF approvati dagli organi competenti con contestuale adozione dei necessari provvedimenti tesi al ripristino della correttezza amministrativa e contabile.
Inoltre, ha minacciato, in caso di inerzia, trascorsi 30 gg. dalla data dell´invito/diffida, ricorso all´A.G. competente.
In alcuni passaggi televisivi, la minoranza ha affermato che i comportamenti della maggioranza erano assimilabili ad un "furto con dolo" perché, nonostante gli inviti a rivedere il PEF, non solo non né ha tenuto conto, ma addirittura ha aumentato le entrate con una lista di carico "falsa".
In seguito a tali dichiarazioni i CC hanno ascoltato i consiglieri di minoranza "quali persone informate sui fatti", aperto un fascicolo e acquisito l´intera documentazione.
Nel caso in cui le affermazioni della minoranza fossero vere quali potrebbero essere le conseguenze per l´Ente, atteso che la minoranza ha anche minacciato ricorsi alla CTP per ogni singolo contribuente, e come dovrebbero comportarsi Amministratori e Funzionari per evitare rischi essendo scaduti i 30 giorni dell´invito/diffida?
I contribuenti potrebbero già ricorrere alla CTP in questa fase o è necessario che ricevano un avviso di accertamento da parte dell´Ente?
La CTP potrebbe condannare l´Ente con tutte le conseguenze del caso?
Quali potrebbero essere i risvolti giudiziari?
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