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Concessioni suolo pubblico - Demanio

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Quesito

La parrocchia chiede la concessione di suolo pubblico per abbattimento barriere architettoniche (precisamente per poter costruire, su una porzione di suolo pubblico, una rampa in cemento per disabili per l'accesso alla chiesa che, attualmente, dispone solo di scale). Ritengo che l'Amministrazione possa accogliere la richiesta qualificando la concessione come concessione di area demaniale (strada) e applicando l'art. 42, comma 2, TUEL che attribuisce alla competenza del Consiglio comunale "l) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari". Tale scelta è giustificata dal fatto che questo tipo di concessione non sembra rientrare propriamente nell'occupazione permanente di suolo pubblico regolamentata dal Regolamento sul Canone Unico Patrimoniale. Il riferimento al CUP si potrebbe fare solo per giustificare la gratuità della concessione considerato che per la costruzione di rampa l'esenzione è prevista direttamente dalla legge. Concordate con questa ricostruzione?
Ammesso che concordiate e che quindi si proceda con la delibera di Consiglio, ritengo che lo stesso dovrebbe contestualmente al rilascio della concessione gratuita, altresì approvare lo schema di una concessione-contratto che regola i rapporti tra le parti tra cui:
1) la durata. Ma qui il dubbio è: quale durata potrebbe avere questa concessione? Non rilevo norme che impongono una durata massima e, di fatto, una concessione di questo tipo sarebbe permanente. Secondo voi si applica in questo caso l'art. 27 del Codice della Strada che prevede un periodo massimo di 29 anni? Ovviamente in tal caso la concessione dovrebbe prevedere un rinnovo. E altrimenti, quale durata indicare?
2) L'acquisizione di quanto costruito alla proprietà del Comune allo scadere della concessione senza che si sia proceduto al suo rinnovo. Che ne pensate?
3) Le spese del contratto a carico del richiedente.
Tuttavia, riguardo a quest'ultimo punto mi chiedo:
1) vi è obbligo di ricorrere alla forma pubblica amministrativa? Questa comporterebbe il pagamento dell'imposta di bollo e di registro (peraltro non saprei come quantificare i diritti di segreteria atteso che la concessione è gratuita);
2) potrei ricorrere alla scrittura privata? Va comunque registrata? Non mi è chiaro come va letto l'art. 5 del D.P.R. n. 131/1986 in combinato con l'art. 5 della prima parte della tariffa (art. 5 dice che sono soggetti a registrazione in termine fisso gli atti indicati nella parte prima della tariffa e in caso d'uso quelli indicati nella parte seconda e tra gli atti della parte prima della tariffa, all'art. 5, ci sono le concessioni su beni demaniali"). Non mi è chiaro se queste norme impongono la registrazione anche delle scritture private.

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