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Servizio idrico e Iva nel bilancio di previsione
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Quesito
Ci stiamo ponendo una domanda forse banale, siamo in fase di predisposizione del pef del servizio idrico integrato sulla base delle indicazioni fornite da ARRICAL (Autorità Idrica d'ambito per la Calabria) per l´anno 2023.
In disparte tutte le questioni tecniche di formazione del pef, del vincolo dei ricavi e quant´altro, il dubbio è meramente contabile e sorge in merito alla questione IVA e al successivo inserimento delle voci nel bilancio di previsione.
Nel pef tutte le voci di entrata e spesa sono indicate al netto IVA, ossia al solo imponibile senza indicazione della quota IVA, riuscendo a garantire una copertura del 100% dei costi del servizio.
La questione ci è meno chiara nel momento in cui andiamo a trasportare le voci di entrata e spesa nel bilancio di previsione, con l´indicazione anche della quota IVA per ogni singola voce.
La struttura del nostro bilancio, in riferimento al servizio idrico, è costituita da tre capitoli in entrata (acquedotto, fognatura e depurazione) e una serie di capitoli in spesa tra personale, acquisti, manutenzioni e utenze; entrata e spesa nel pef pareggiano, esattamente per un importo di EUR 373.265,00, però quando riportiamo i dati in bilancio comprensivi anche di Iva (aliquota 10% per le tre voci di entrata ed esente, 10% e 22% per le voci di spesa), le stesse voci inserite non sono più in pareggio, restituendo un totale entrate di EUR 410.591,50 e un totale spesa di EUR 422.527,92, creando una differenza negativa di circa 12.000,00 EUR.
Dove stiamo sbagliando?
Dovremmo forse ricomprendere, al fine del pareggio, un ulteriore capitolo dove registrare il credito IVA?
Quali sono le corrette procedure di inserimento dei dati in bilancio?
In disparte tutte le questioni tecniche di formazione del pef, del vincolo dei ricavi e quant´altro, il dubbio è meramente contabile e sorge in merito alla questione IVA e al successivo inserimento delle voci nel bilancio di previsione.
Nel pef tutte le voci di entrata e spesa sono indicate al netto IVA, ossia al solo imponibile senza indicazione della quota IVA, riuscendo a garantire una copertura del 100% dei costi del servizio.
La questione ci è meno chiara nel momento in cui andiamo a trasportare le voci di entrata e spesa nel bilancio di previsione, con l´indicazione anche della quota IVA per ogni singola voce.
La struttura del nostro bilancio, in riferimento al servizio idrico, è costituita da tre capitoli in entrata (acquedotto, fognatura e depurazione) e una serie di capitoli in spesa tra personale, acquisti, manutenzioni e utenze; entrata e spesa nel pef pareggiano, esattamente per un importo di EUR 373.265,00, però quando riportiamo i dati in bilancio comprensivi anche di Iva (aliquota 10% per le tre voci di entrata ed esente, 10% e 22% per le voci di spesa), le stesse voci inserite non sono più in pareggio, restituendo un totale entrate di EUR 410.591,50 e un totale spesa di EUR 422.527,92, creando una differenza negativa di circa 12.000,00 EUR.
Dove stiamo sbagliando?
Dovremmo forse ricomprendere, al fine del pareggio, un ulteriore capitolo dove registrare il credito IVA?
Quali sono le corrette procedure di inserimento dei dati in bilancio?
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