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Convenienza della rinegoziazione mutui
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Quesito
Il Comune ha deliberato la rinegoziazione dei mutui con la CDP di cui 14 sono a totale carico della Regione Campania che rimborsa annualmente la quota spettante al Comune.
La Regione, con l'art. 1, c. 164, della L. 5/2013, ha stabilito: "Agli enti che hanno rinegoziato o che intendono rinegoziare i mutui concessi dalla Regione ai sensi delle norme regionali indicate nel comma 163, prolungandone il termine, è riconosciuto il rimborso delle rate rideterminate fino a concorrenza del totale delle quote di capitale e delle quote di interessi previsti nelle rate dell'originario piano di ammortamento".
A questo punto si chiede quale vantaggio ha avuto il Comune nell'approvare la rinegoziazione, visto che deve ridurre di pari importo la somma annualmente trasferita dalla Regione e le ulteriori somme saranno a suo totale carico.
Per altri 4 mutui, anch'essi rinegoziati, la Regione Campania non ha mai emesso il Decreto di finanziamento per carenza di documentazione e il Comune ha dato incarico a legali di fiducia per chiedere l'emissione dello stesso.
L'eventuale modifica dei mutui originari in assenza di Decreto potrebbe compromettere l´esito del giudizio risolvendolo a favore della Regione?
Infine, per gli ultimi 5 mutui rinegoziati, in ammortamento dal 2019 e fine ammortamento 2048, è emerso che la rata post-rinegoziazione è più alta della rata ante-rinegoziazione con un maggiore esborso a fine ammortamento per il Comune di oltre 38.000,00 EUR.
Il revisore ha rilasciato parere favorevole senza effettuare alcuna analisi sui singoli mutui così come anche il Responsabile del Servizio Finanziario.
La minoranza ha sollevato la questione chiedendo l'intervento della Corte dei conti per il danno erariale causato all'Ente in seguito al comportamento della Giunta, del Revisore e del Responsabile del Servizio Finanziario che aveva proposto la rinegoziazione.
E´ corretto quando sostenuto dalla minoranza con le suddette motivazioni e ci sono effettivamente responsabilità per danno erariale e chi è più esposto tra i soggetti coinvolti, compreso eventualmente il segretario comunale?
La Regione, con l'art. 1, c. 164, della L. 5/2013, ha stabilito: "Agli enti che hanno rinegoziato o che intendono rinegoziare i mutui concessi dalla Regione ai sensi delle norme regionali indicate nel comma 163, prolungandone il termine, è riconosciuto il rimborso delle rate rideterminate fino a concorrenza del totale delle quote di capitale e delle quote di interessi previsti nelle rate dell'originario piano di ammortamento".
A questo punto si chiede quale vantaggio ha avuto il Comune nell'approvare la rinegoziazione, visto che deve ridurre di pari importo la somma annualmente trasferita dalla Regione e le ulteriori somme saranno a suo totale carico.
Per altri 4 mutui, anch'essi rinegoziati, la Regione Campania non ha mai emesso il Decreto di finanziamento per carenza di documentazione e il Comune ha dato incarico a legali di fiducia per chiedere l'emissione dello stesso.
L'eventuale modifica dei mutui originari in assenza di Decreto potrebbe compromettere l´esito del giudizio risolvendolo a favore della Regione?
Infine, per gli ultimi 5 mutui rinegoziati, in ammortamento dal 2019 e fine ammortamento 2048, è emerso che la rata post-rinegoziazione è più alta della rata ante-rinegoziazione con un maggiore esborso a fine ammortamento per il Comune di oltre 38.000,00 EUR.
Il revisore ha rilasciato parere favorevole senza effettuare alcuna analisi sui singoli mutui così come anche il Responsabile del Servizio Finanziario.
La minoranza ha sollevato la questione chiedendo l'intervento della Corte dei conti per il danno erariale causato all'Ente in seguito al comportamento della Giunta, del Revisore e del Responsabile del Servizio Finanziario che aveva proposto la rinegoziazione.
E´ corretto quando sostenuto dalla minoranza con le suddette motivazioni e ci sono effettivamente responsabilità per danno erariale e chi è più esposto tra i soggetti coinvolti, compreso eventualmente il segretario comunale?
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